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Stati Uniti d’America (nome ufficiale United States of America), repubblica federale dell’America settentrionale, costituita da 48 stati confinanti (i cosiddetti Lower 48) e da due stati geograficamente non contigui: l’Alaska e le isole Hawaii. I 48 stati limitrofi si estendono nella fascia centrale dell’America settentrionale e sono delimitati a nord dal Canada, a est dall’oceano Atlantico, a sud-est dal golfo del Messico, a sud-ovest dal Messico, a ovest dall’oceano Pacifico. A nord i Grandi Laghi e il fiume San Lorenzo delimitano in parte il confine con il Canada, mentre a sud il Rio Grande separa gli Stati Uniti dal Messico. Lo stato dell’Alaska è situato all’estremità nordoccidentale del continente americano e l’arcipelago delle isole Hawaii si trova nell’oceano Pacifico, a più di 5.000 km di distanza dalla costa statunitense. Gli Stati Uniti comprendono inoltre alcuni territori non incorporati, dipendenze e possedimenti, i principali dei quali sono Puerto Rico, le isole Vergini Americane, le Samoa Americane, Guam, le Marianne Settentrionali, gli atolli di Midway e Wake.
La superficie del paese è di 9.826.630 km², comprendendo l’Alaska e le isole Hawai, che si estendono ripettivamente per 1.717.854 km² e 28.311 km². L’intero sistema delle acque interne ha una superficie di 507.788 km². La linea costiera si estende per 19.924 km. La capitale è Washington, DC.
Gli Stati Uniti presentano una grande varietà di paesaggi e ambienti che sono all’origine di una flora e di una fauna notevolmente diversificate, approfondite nelle voci riguardanti i singoli stati.
La struttura geomorfologica degli Stati Uniti è caratterizzata dalla presenza di due sistemi montuosi (quello dei monti Appalachi a est e quello delle Montagne Rocciose a ovest) allineati da nord a sud, e di un vasto insieme di pianure nella parte centrale. Essa è il risultato di una lunga successione di collisioni e separazioni di grandi aree della parte superficiale della crosta terrestre, in base alla teoria geologica della tettonica a zolle. Il nucleo continentale più antico è lo Scudo Canadese, o Altopiano Laurenziano, costituito da una massa di graniti e di altre rocce cristalline che affiorano in tutto il Canada orientale e nella parte nordorientale degli Stati Uniti. Alla formazione dello Scudo seguì un lungo periodo di inattività della crosta terrestre durante il quale il continente, in seguito a continui fenomeni erosivi, assunse l’aspetto di un tavolato che i mari adiacenti ricoprirono con spessi strati di sedimenti. Verso la fine di questo periodo estese foreste coprivano le superfici emerse, e la combinazione di materiale organico e di sedimenti marini permise la formazione di vasti giacimenti di petrolio e di carbone.
Il periodo di calma geologica ebbe termine quando i continenti dell’America settentrionale e dell’Europa entrarono in collisione nel primo periodo della formazione dei fossili, il Carbonifero, in seguito al quale i continenti americani si scontrarono con quello africano. Il fenomeno provocò la formazione del sistema montuoso degli Appalachi, originariamente costituito da vette elevate. Questa collisione determinò la deriva della massa continentale verso ovest con una conseguente espansione dell’oceano Atlantico e un periodo di calma geologica che interessò nuovamente le aree orientali degli Stati Uniti. Il materiale prodotto dall’erosione dei monti Appalachi si depositò e si accumulò nella regione interna delle Grandi Pianure e nelle pianure costiere affacciate sull’Atlantico e sul golfo del Messico.
Nel frattempo, la compressione tra la zolla americana in spostamento verso ovest e la zolla pacifica determinò la formazione di nuovi sistemi montuosi nella sezione occidentale: le Montagne Rocciose con i loro altipiani (del Colorado e del Montana) e le loro catene montuose, come le Black Hills del South Dakota. Lo slittamento delle rocce lungo le faglie formate da ulteriori spinte determinò la formazione della Sierra Nevada in California, dei monti Wasatch nello Utah, delle catene montuose allineate del Nevada e della Teton Range nel Wyoming. Il suolo dell’Arizona e dello Utah meridionale si sollevò e i fiumi incisero profondi canyon.
Negli Stati Uniti il clima è ovunque temperato, a esclusione dell’Alaska, situata nella fascia climatica subartica. Esso presenta tuttavia marcate variazioni regionali dovute alla disposizione dei rilievi, orientati in senso meridiano, e alla diversa influenza degli oceani. La vasta sezione interna del paese, priva di sbarramenti orografici, è particolarmente esposta alle masse d’aria fredda provenienti dal Polo Nord, che possono spesso raggiungere le aree più meridionali del paese, e, in senso opposto, alle masse d’aria calda e umida provenienti dai tropici, che possono spingersi sino alle regioni nordorientali.
La sezione orientale del paese, esposta all’Atlantico, è soggetta a sud agli influssi subtropicali, che rendono gradevole il clima della Florida, a nord agli influssi continentali, come dimostra il clima severo di New York. La sezione occidentale è invece condizionata climaticamente dalle correnti oceaniche occidentali, che rendono umidi e piovosi i versanti montuosi rivolti al Pacifico a nord, mentre a sud, nella California, prevalgono gli influssi subtropicali che apparentano il clima locale a quello mediterraneo. Tutta la parte interna, invece, dalle Grandi Pianure sino alle catene costiere, schermata dai rilievi, è poco piovosa e in certe aree addirittura desertica.
Due fenomeni, legati alla circolazione atmosferica, condizionano in modo determinante il clima degli Stati Uniti. Il primo, legato agli alisei, riguarda le correnti ascendenti di aria calda e umida provenienti dalla fascia equatoriale che, a 30° di latitudine nord, perduta l’umidità, iniziano a scendere, portando condizioni atmosferiche calde e asciutte nelle aree sudoccidentali del paese, soprattutto in estate. Un altro fenomeno significativo è la corrente a getto, cioè quel forte vento che soffia generalmente da ovest verso est negli strati alti dell’atmosfera, e che influenza in modo decisivo la circolazione negli strati più bassi dell’atmosfera stessa.
In estate la corrente a getto si trova generalmente vicino al confine con il Canada, ma può spostarsi a nord fino all’Alaska o a sud fino alla Louisiana. Nello stato di Washington e in Alaska essa porta l’aria umida del Pacifico verso le regioni interne, mentre negli altri stati occidentali hanno la prevalenza le masse di aria asciutta provenienti dal Messico e dal Canada. A est, al contrario, la corrente a getto può determinare lo spostamento di masse d’aria umida dal golfo del Messico al Canada. Durante l’inverno il sistema dei venti influenza le regioni meridionali del paese. Le masse d’aria provenienti dal Pacifico portano nuvole e pioggia sui rilievi della costa californiana e dell’Alaska meridionale.
I cataclismi meteorologici sono strettamente connessi alla direzione stagionale della corrente a getto e ai fronti a essa associati. Le piogge torrenziali sono più frequenti nelle vicinanze del golfo del Messico; i tornado si verificano nelle regioni centrali degli Stati Uniti, dove le masse d’aria provenienti dal Canada e dal golfo si scontrano violentemente; gli uragani si sviluppano nella tarda stagione estiva e, provocati dalle masse d’aria calda provenienti dall’Atlantico, si spostano verso gli stati sudorientali nella stagione autunnale. Le abbondanti nevicate invernali negli Stati Uniti orientali sono causate dal rapido raffreddamento dell’aria del golfo, fenomeno che, nella regione dei Grandi Laghi, risulta amplificato dai venti continentali freddi provenienti da nord.
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