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Presentazione

Europa (geografia) Sezione del continente eurasiatico, la meno estesa: costituisce infatti l’estremità occidentale dell’Eurasia, la grande massa continentale estesa dall’oceano Atlantico all’oceano Pacifico che costituisce il 36% circa delle terre emerse. I geografi moderni identificano nei monti Urali, nel fiume Ural, in parte del mar Caspio e nei rilievi del Caucaso il confine tra Europa e Asia. Il nome di questa parte del mondo deriva probabilmente da Europa, nella mitologia greca la figlia del re fenicio di Tiro, o da Ereb, parola fenicia che significa “tramonto”.

Il territorio europeo ha una superficie complessiva di 10.355.000 km² (incluse le acque interne) e un’estensione costiera di 38.000 km; conta 729.578.980 abitanti (2008). La sua estremità settentrionale è Capo Nord, in Norvegia; quella più meridionale è Punta de Tarifa, nella Spagna meridionale, nei pressi di Gibilterra. Da ovest a est si estende dal Cabo da Roca, in Portogallo, alle pendici nordorientali degli Urali, in Russia.

Territorio

L’Europa ha un territorio estremamente frammentato, formato da pianure, altipiani e catene montuose, articolato in numerose penisole, grandi come la Scandinavia, la penisola iberica e la penisola italiana, e di più modeste dimensioni, come lo Jutland e la Bretagna. Comprende inoltre un gran numero di isole al largo delle coste, fra cui l’Islanda, l’arcipelago britannico, la Sardegna, la Sicilia e Creta. L’Europa si affaccia a ovest sull’oceano Atlantico ed è delimitata dal Mar Glaciale Artico, dal Mare del Nord e dal mar Baltico a nord; dal mar Caspio a sud-est; dal Mar Nero e dal Mediterraneo a meridione. La vetta più elevata dell’Europa è il Monte Bianco (4.810 m), compreso nelle Alpi. La massima depressione è situata lungo la costa settentrionale del Caspio, a circa 28 metri sotto il livello del mare (vedi Depressione uralo-caspica).

Sotto il profilo geologico, la placca (o zolla) europea presenta, da nord a sud, strutture diverse per età e costituzione. Comprende a nord una massa di rocce antiche, stabili, cristalline, a cui fanno seguito, nella parte mediana, un’ampia fascia relativamente piana di materiali sedimentari e una zona di strutture composite, create da spinte, faglie, dislocazioni tettoniche e attività vulcaniche; a sud, infine, si trova una fascia di montagne di età relativamente recente, legate all’orogenesi alpina, con appendici peninsulari che rientrano nell’area del Mediterraneo, mare interno, residuo dell’antica Tetide, compresa tra Europa e Africa. Questa struttura geologica per fasce è all’origine delle diverse regioni geografiche dello spazio europeo.

Nella sezione settentrionale dell’Europa si trova la piattaforma finno-scandinava, struttura arcaica, formatasi nel Precambriano, che costituisce l’imbasamento della Finlandia e di gran parte della restante penisola scandinava. Inclinata verso oriente, essa forma sia i rilievi della Svezia occidentale sia l’altopiano della Finlandia, meno elevato. Il sollevamento del suo bordo occidentale ha dato origine ai rilievi della Norvegia. Ciò avvenne nel corso dell’orogenesi caledoniana (circa 500-395 milioni di anni or sono) che determinò la formazione dei monti di Irlanda, Galles, Scozia, oltre a quelli della Norvegia occidentale. La successiva erosione ha demolito e arrotondato i monti dell’arcipelago britannico, ma le vette della Norvegia (vedi Alpi scandinave) raggiungono i 2.470 m di altitudine. Qui, in seguito alle glaciazioni quaternarie, le vallate modellate dai ghiacciai che scendono verso la costa sono state invase dal mare, formando i fiordi che si succedono lungo tutto il contorno costiero norvegese.

La seconda regione significativa sotto il profilo geologico è formata da terre disposte ad arco dalla Francia sudoccidentale verso nord e verso est attraverso una parte dell’Inghilterra meridionale, i Paesi Bassi, la Germania, la Polonia e la Russia. Si tratta di regioni formate da un substrato antico, appiattito, a cui si sono sovrapposti strati di rocce sedimentarie di varia epoca. Seppur deformate localmente fino a dar vita ad alcuni bacini, quali il bacino di Londra e il Bacino Parigino, queste formazioni, ricoperte da uno strato di detriti di origine glaciale, sono all’origine dei bassopiani che formano le più estese pianure europee. Alcuni fra i terreni migliori d’Europa si trovano in queste pianure, in particolare lungo il loro margine meridionale, dove si depositò il materiale argilloso di origine glaciale portato dal vento, il cosiddetto loess (vedi deposito), adatto alla cerealicoltura. Questa fascia si amplia verso est, dove forma il grande bassopiano sarmatico, cioè le grandi pianure della Russia.

A sud delle grandi pianure una fascia di strutture geologiche dissimili attraversa l’Europa, dando origine ai movimentati paesaggi in cui si succedono fosse, altipiani, depressioni. Sono il risultato di contraccolpi subiti dalle masse continentali per effetto delle spinte che hanno dato origine alle Alpi e hanno determinato la successione di piegamenti che formano il Giura, le grandi faglie che hanno originato la fossa del Reno orlata dai monti Vosgi e dai monti della Foresta Nera, i picchi vulcanici del Massiccio Centrale, gli altipiani centrali della Francia e il sollevamento della Meseta Centrale spagnola.

La successiva fascia di strutture geologiche è quella, di origine recente, formatasi in seguito ai movimenti orogenetici che hanno prodotto le catene montuose che attraversano il territorio europeo. Alla metà del Terziario, circa 40 milioni di anni or sono (vedi Oligocene), la placca afro-arabica entrò in collisione con quella europea determinando l’orogenesi alpina (vedi Tettonica a zolle). Spinte generate dalla collisione sollevarono grandi masse di sedimenti cenozoici e mesozoici depositatisi nella Tetide, dando vita a diverse catene montuose quali le Alpi, i Pirenei, gli Appennini, i Balcani e i Carpazi. Queste catene comprendono i monti più elevati d’Europa e ne rappresentano la parte morfologicamente più soggetta ai processi di modellamento. È l’Europa mediterranea, instabile e giovane in contrasto con quella matura e stabilizzata che forma le sezioni settentrionali. La frequenza dei terremoti, insieme con la presenza del vulcanesimo, è testimone del fatto che in quest’area meridionale dell’Europa sono ancora in corso delle trasformazioni.

Clima

Sebbene gran parte dell’Europa si trovi a latitudini piuttosto elevate, i mari relativamente caldi che la bagnano, oltre alla calda corrente del Golfo proveniente dall’Atlantico, fanno sì che gran parte dell’Europa centrale e occidentale goda di un clima temperato, nel quale risultano mitigati gli eccessi della continentalità. Nonostante ciò le masse d’aria artiche e siberiane fanno sentire spesso i loro influssi, abbassando le temperature, specie a nord delle Alpi. I venti occidentali prevalenti, riscaldati in parte al passaggio sopra l’Atlantico settentrionale, portano la pioggia per gran parte dell’anno.

Nell’area climatica mediterranea – Spagna, Italia e Grecia – i mesi estivi, dominati dalla persistenza degli anticicloni tropicali che bloccano l’afflusso dell’aria umida atlantica, sono solitamente caldi e secchi e le precipitazioni si concentrano nella stagione invernale. Nell’area che si estende dalla Polonia centrale verso est, gli effetti moderatori dei mari si riducono e, di conseguenza, prevale un clima continentale, più freddo e più secco. Anche le regioni settentrionali dell’Europa presentano questo tipo di clima. La piovosità media annua su gran parte dell’Europa varia da 510 mm a 1.530 mm.