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Presentazione

America settentrionale Sezione del continente americano che comprende il Canada, gli Stati Uniti d’America e il Messico. La stessa piattaforma continentale include la Groenlandia, il grande arcipelago formato dalle isole artiche, Terranova, la Nuova Scozia e l’arcipelago di Saint-Pierre e Miquelon. L’America settentrionale ha una superficie complessiva di circa 24 milioni di km² e una popolazione di 528 milioni di abitanti (2008). La circondano il mar Glaciale Artico a nord; l’oceano Pacifico a ovest; l’oceano Atlantico a est; il golfo del Messico (un settore dell’oceano Atlantico) a sud-est; l’istmo di Tehuantepec la unisce all’America centrale. È attraversata dal Circolo polare artico e dal Tropico del Cancro.

Insieme con l’America centrale, gli arcipelaghi delle Antille e delle Bahama, e l’America meridionale, l’America settentrionale costituisce il cosiddetto emisfero occidentale del pianeta. Nelle descrizioni dell’America settentrionale talvolta si includono l’America centrale e le Antille, che vengono qui trattate separatamente. Esse appartengono, con il Messico, all’America latina, così detta in quanto occupata in prevalenza da popolazioni originarie dell’Europa meridionale (lo spagnolo è la lingua dominante, seguita dal portoghese), mentre l’America settentrionale si definisce anche America anglosassone perché colonizzata per gran parte da popolazioni dell’Europa nordoccidentale (l’inglese è la lingua più parlata, sebbene negli ultimi anni gli Stati Uniti abbiano visto aumentare considerevolmente i parlanti spagnolo). Il nome “America” deriva da quello del navigatore italiano Amerigo Vespucci, che forse toccò l’America settentrionale continentale nel 1497 e nel 1498.

Territorio

Gran parte del territorio dell’America settentrionale si estende alle medie latitudini, con una parte notevole nell’Artico e una più stretta intorno al Tropico del Cancro: si espande da est a ovest per circa 184° di longitudine, dai 12° di longitudine ovest di Nordost Rundingen (Capo Nordest) nella Groenlandia nordorientale ai 172° di longitudine est dell’estremità occidentale di Attu Island in Alaska. La sua estensione nord-sud è di circa 69°, dagli 83° di latitudine nord di Capo Morris Jesup nella Groenlandia orientale (il punto più settentrionale dell’intero pianeta) ai 14° di latitudine nord nel Messico meridionale.

Il contorno dell’America settentrionale è estremamente irregolare; alcuni estesi tratti costieri sono relativamente uniformi, ma in generale le coste sono frastagliate e ricche di insenature, con molte isole che si stagliano al largo. Vi si aprono tre grandi insenature: la baia di Hudson a nord-ovest, il golfo del Messico a sud-est e il golfo dell’Alaska a nord-ovest. L’estensione costiera è di 60.000 km. Molti sono gli isolotti nei pressi delle coste orientale e occidentale, ma le isole più estese si trovano all’estremo nord.

L’America settentrionale può essere suddivisa, dal punto di vista strutturale e morfologico, in cinque principali regioni geografiche. La metà orientale del Canada, oltre a gran parte della Groenlandia e ad alcune sezioni degli stati di Minnesota, Wisconsin, Michigan e New York negli Stati Uniti, appartiene allo Scudo Canadese (o Altopiano Laurenziano), una regione di altipiani che poggia su antiche rocce cristalline. La regione ha un terreno povero e fitte foreste coprono estesamente la sua parte meridionale.

Una seconda regione è costituita dalle pianure costiere estese dagli Stati Uniti orientali, attraverso la Florida, sino al Messico. Negli Stati Uniti la piana costiera è limitata a ovest da una terza regione, comprendente una fascia montuosa e collinare relativamente stretta, che fa parte del sistema dei monti Appalachi, rilievi dalle caratteristiche forme arrotondate, mature.

Una quarta regione è costituita dalla parte centrale del Nord America, dal Canada meridionale al Texas sudoccidentale, formata da un esteso bassopiano il quale ha subito, a periodi alterni, fasi di immersione sotto il mare e di sollevamento: esso è perciò formato da potenti strati di roccia sedimentaria. Non si tratta però di una ininterrotta regione pianeggiante poiché comprende molti terreni ondulati e persino collinari come l’altopiano di Ozark. La parte occidentale del bassopiano, al di là del Mississippi, è formata dalle Grandi Pianure, che ascendono gradualmente verso le Montagne Rocciose.

La quinta e più occidentale regione dell’America settentrionale, comprendente gran parte del Messico, è una zona di montagne in formazione; la sua storia geologica recente è dominata da movimenti della crosta terrestre e da attività vulcanica legati ai movimenti della placca dell’oceano Pacifico. Negli Stati Uniti e nel Canada questa regione è occupata dalle Montagne Rocciose, che sono geologicamente la prosecuzione della Sierra Madre Orientale messicana.

Nella sua parte occidentale il sistema delle Montagne Rocciose si presenta come una zona di estesi bacini e di elevati altipiani, fra i quali l’altopiano della Columbia Britannica in Canada, l’altopiano del Colorado e il Gran Bacino negli Stati Uniti, e il vasto Altopiano messicano. Lungo la costa pacifica si innalzano elevati allineamenti montuosi, che si prolungano dalla Catena dell’Alaska alla Sierra Madre Orientale e alla Sierra Madre del Sud in Messico. Fra i due estremi sorgono catene intermedie, quali la Catena Costiera della Columbia Britannica e la Catena delle Cascate, le Catena Costiera e la Sierra Nevada negli Stati Uniti. Inframmezzati agli allineamenti montuosi si aprono alcuni bassopiani, come la fertile Central Valley californiana.

Il punto più alto nell’America settentrionale, il monte McKinley o Denali (6.194 m), è situato nella Catena dell'Alaska, mentre il punto più basso, 86 m sotto il livello del mare, è la californiana Death Valley (Valle della Morte), parte del Gran Bacino.

Clima

Sebbene l’America settentrionale presenti una notevole varietà di climi, si possono identificare cinque regioni climatiche principali, i cui limiti però non sono spesso ben precisabili. Ad esempio, l’assenza di catene montuose poste trasversalmente fa sì che le masse d’aria fredda delle zone artiche invadano le Grandi Pianure, oppure che quelle calde tropicali si spingano verso nord, determinando influssi che rompono la regolare successione latitudinale delle temperature e delle manifestazioni meteorologiche.

I due terzi settentrionali del Canada e dell’Alaska, oltre a tutta la Groenlandia, hanno climi subartici e artici, in cui gli inverni lunghi, bui ed estremamente freddi si alternano a estati brevi e miti. Gran parte della regione, che riceve relativamente scarse precipitazioni, è coperta di neve e ghiaccio per quasi tutto l’anno.

Una seconda regione climatica è formata dai due terzi orientali degli Stati Uniti e dal Canada meridionale. È caratterizzata da un clima che risente degli influssi continentali, ma in cui tutte e quattro le stagioni sono ben riconoscibili e il tempo è molto variabile.

Una terza regione comprende la zona interna occidentale degli Stati Uniti e gran parte del Messico settentrionale. Si tratta di un’area perlopiù montuosa, tendenzialmente arida a causa dello sbarramento esercitato dalle Montagne Rocciose nei confronti delle masse d’aria umida d’origine marittima, ma con significative variazioni locali dovute all’altitudine e all’esposizione.

Una quarta regione climatica è costituita da una zona ristretta lungo l’oceano Pacifico che va dall’Alaska meridionale alla California meridionale. Qui gli inverni sono relativamente miti ma umidi e le estati quasi prive di pioggia: per certi aspetti è un clima che si avvicina a quello mediterraneo. Il Messico meridionale presenta perlopiù un clima tropicale, con temperature elevate per tutto l’anno e notevoli precipitazioni, soprattutto in estate.