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Eventi a Venezia: Regata Storica

Il corteo storico delle barche cinquecentesche in Canal Grande!

La Regata Storica di Venezia

L'acqua è l'elemento che maggiormente caratterizza Venezia e non è certamente un caso che la festa più conosciuta e spettacolare della città si svolga proprio sulle acque del Canal Grande. La Regata storica è ancor oggi uno dei momenti più spettacolari, pittoreschi e coinvolgenti della vita cittadina, in grado nello stesso tempo di incantare i turisti e di eccitare e appassionare i locali. Un corteo storico - una sfilata di imbarcazioni tipiche cinquecentesche, con in testa il caratteristico Bucintoro, la barca di rappresentanza della Serenissima - rievoca l'accoglienza riservata nel 1489 a Caterina Cornaro, sposa del Re di Cipro, che ha rinunciato al trono a favore di Venezia. Segue la competizione vera e propria, a cui gli spettatori partecipano appassionatamente con grida di incoraggiamento rivolte ai propri beniamini.

Le origini storiche delle Regate a Venezia

Così il romano Cassiodoro, nel VI secolo dopo Cristo, descrive gli abitanti delle lagune venete: "Sembra che con le vostre barche scivoliate sui prati, poiché da lontano non si distinguono i canali dalle barene... e, mentre di solito si legano alle porte di casa gli animali, voi, alle vostre case di vimini e canne, legate la vostre barche"". Già a quell'epoca è evidente il rapporto che lega la città all'acqua e che ha segnato tutti gli aspetti della vita di Venezia e dei suoi abitanti. Fin dai primi anni della sua storia millenaria Venezia trae dall'acqua la principale fonte di guadagno: estrazione del sale, pesca, traffici commerciali lungo le vie fluviali e marittime. Col passare dei secoli, la città acquista gradualmente il controllo dei mari e del relativo commercio. Il mare Adriatico diventa per antonomasia il Golfo di Venezia. Per crescere, Venezia sottrae spazio all'acqua, agli orti, alle paludi, al fango, alle velme e alle barene. Per ricavare nuova terra sono sempre più frequenti le bonifiche realizzate con milioni di pali conficcati nel fango per consentire l'interramento e la successiva edificazione: una vera e propria foresta di alberi alla rovescia.

I Veneziani hanno sempre attribuito grande importanza all'acqua e alla sua regolamentazione. Per secoli hanno controllato il deflusso dei fiumi, anche deviandone le foci per contrastare il lento ma progressivo interramento della laguna. I corsi dei fiumi Brenta, Dese, Sile e Piave hanno subìto sostanziali diversioni per permettere a Venezia di sopravvivere. L'attenzione al rifornimento idrico era massima. Apposite magistrature vigilavano sull'utilizzo dell'acqua.

Venezia era - ed è ancora - una città in cui le principali vie di comunicazione erano i canali, e il traffico si muoveva a bordo di imbarcazioni. Lo spostamento a remi è quindi un sistema di locomozione antichissimo che sopravvive a tutt'oggi. Secoli addietro, la voga costituiva l'addestramento ideale per i marinai impegnati nella flotta militare e civile veneziana, ed era un sapere indispensabile per ogni cittadino. Tutti i palazzi patrizi avevano un ingresso che si apriva sulla via ed un altro, ben più importante e fastoso, sul canale. Qui attraccavano le gondole per portare in giro i proprietari o i loro ospiti.

Per muoversi con barche e navi i veneziani sono diventati provetti navigatori e vogatori, maestri nel conoscere e sfruttare brezze, correnti e maree. L'ambiente ha condizionato il tipo di voga. I fondali poco profondi hanno portato all'uso di imbarcazioni con fondo piatto, senza chiglia. L'esigenza di avere la massima visibilità per poter individuare i fondali migliori ha imposto la caratteristica voga in piedi. La necessità di vogare con un solo remo per gli stretti canali cittadini ha spinto alla creazione di barche asimmetriche. Il bisogno di muovere liberamente il remo per spingersi sui fondali bassi o per scivolare negli stretti canali ha determinato la nascita di uno scalmo aperto, la forcola. Per le stesse ragioni si è rinunciato al timone, sostituito dal remo. Prima di diventare una categoria esclusivamente dedita al turismo, i gondolieri sono stati l'anima portante della città in veste di chauffeur a remi. A servizio stabile di una famiglia patrizia oppure adibiti al servizio pubbico, erano a disposizione di chiunque per raggiungere un qualsiasi punto della città o della laguna. Questa categoria, destinata a diventare il simbolo stesso della città, ha costituito per secoli il serbatoio per le spettacolari regate, disfide a remi che sempre più spesso venivano organizzate in città.

La regata, la più veneziana tra le competizioni, da sempre ha coinvolto cittadini e forestieri. Se le testimonianze storiche più antiche sono legate alla festa delle Marie e le prime notizie risalgono dalla seconda metà del XIII secolo, è probabile che questa spettacolare gara fosse già allora una usuale competizione popolare, perché Venezia era essenzialmente una città proiettata verso il mare, e addestrare uomini al remo era necessità primaria. L'etimologia del termine regata è incerta. Chi la vuole far derivare da riga ('linea'), chi da aurigare ('gareggiare'), chi da ramigium ('remeggio'). Sta di fatto che il termine veneziano regata è entrato nelle principali lingue europee ad indicare una competizione agonistica su barche. Nel Rinascimento le regate furono organizzate prevalentemente dalle Compagnie della Calza (associazioni di giovani patrizi), ma dalla metà del secolo XVI la gestione fu affidata a nobili scelti dal Governo, che presero il nome di direttori di regata.

La regata consiste, da sempre, in varie gare su particolari tipi di barche, e, da sempre, in questa occasione, il Bacino di San Marco e il Canal Grande pullulano di imbarcazioni ornate di ogni tipo, dalle quali i cittadini assistono alla gara con partigiana animosità. Proprio per contenere i disordini, anticamente la regata era preceduta dalle bissone: barche da parata di forma allungata, da cui alcuni nobili, posti a prua e muniti di arco, lanciavano palle di terracotta alle imbarcazioni più indisciplinate. Ora le bissone formano la testa del corteo storico e non hanno più funzione di servizio d'ordine. La Regata come la si vede adesso, con il corteo storico come preludio delle competizioni, è stata concepita alla fine dell'800, in occasione della III Biennale d'Arte, per offrire un'ulteriore attrattiva turistica.

Più usuali nei secoli passati che nel presente, le regate si divisero in sfide tra barcaioli o gondolieri e regate grandi. Queste ultime erano motivate da celebrazioni cittadine religiose o laiche. La regata fu, per secoli, uno degli spettacoli consueti per festeggiare solenni ingressi in Palazzo Ducale di dogi, dogaresse, procuratori di San Marco, e per onorare ospiti illustri in visita alla Serenissima: da Beatrice d'Este nel 1493, ad Anna de Foix, regina d'Ungheria, nel 1502, ad Enrico III di Francia nel 1574, a Federico IX di Danimarca nel 1709, ai conti del Nord (gli eredi al trono di Russia) nel 1782. Non di rado esse furono organizzate per la munificenza di principi esteri: restò famosa la regata del 1686, voluta dal Duca Ernesto Augusto di Brunswick, valoroso condottiero della Serenissima.

La Regata Storica di Venezia oggi

Il Corteo Storico rievoca l'accoglienza riservata nel 1489 a Caterina Cornaro, sposa del Re di Cipro, che ha rinunciato al trono a favore di Venezia. È una sfilata di imbarcazioni tipiche cinquecentesche, con in testa il caratteristico Bucintoro, la barca di rappresentanza della Serenissima. Seguono poi decine e decine di imbarcazioni multicolori con gondolieri in costume che trasportano il doge, la dogaressa, Caterina Cornaro, tutte le più alte cariche della Magistratura veneziana, in una fedele ricostruzione del passato glorioso di una delle Repubbliche Marinare più potenti e influenti del Mediterraneo.

Assiepati lungo le rive, oppure ospitati nelle tribune galleggianti, o nelle imbarcazioni ormeggiate lungo il Canale, gli spettatori partecipano appassionatamente, con grida di incoraggiamento rivolte ai propri beniamini impegnati nelle competizioni agonistiche. Mentre le imbarcazioni multicolori sfilano velocemente sotto gli occhi di migliaia di persone, un brusio ininterrotto funge da colonna sonora alla sfida sportiva che ogni anno perpetua il millenario e indissolubile rapporto tra Venezia e l'acqua, elemento che maggiormente costituisce la continuità tra passato, presente e futuro della città lagunare.

I punti cruciali e più importanti, le tappe fondamentali della regata, sono da sempre:

  • lo spagheto o cordin, il filo teso alla partenza, all'altezza degli attuali Giardini;
  • il paleto, un palo infisso nel mezzo del Canal Grande all'altezza di San'Andrea della Zirada, attorno al quale le barche girano e dove - così si afferma per tradizione - si determinano le posizioni dei primi in bandiera (i vincitori);
  • la machina, edificio galleggiante che poggia su una chiatta lignea, ricca d'intagli policromi e dorati, luogo deputato all'arrivo e alla premiazione.

Le Gare della Regata Storica di Venezia

E' il momento agonistico più atteso: si sfidano i campioni del remo più affermati, scremati da una lunga e complessa selezione nel mese di agosto. La competizione avviene su gondolini, imbarcazioni agili, velocissime, utilizzate in quest'unica regata. Date le caratteristiche della barca le doti richieste sono: un notevole equilibrio, innate doti tecniche per il poppiere e una grande potenza per il proviere, il tutto condito da un pizzico di astuzia e un'ottima conoscenza delle correnti. Per tutti questi motivi non è inusuale vedere trionfare in questa competizioni vogatori ultracinquantenni: l'esperienza fa aggio sulla potenza.

Vi partecipano i regatanti esclusi dalla griglia di partenza della regata su gondolini. L'imbarcazione è possente e massiccia e raggiunge, grazie ai sei vogatori, la velocità di un motoscafo. Gli equipaggi sono composti da sei atleti che tradizionalmente rappresentano un sestriere della città o una località dell'estuario.

Le prime notizie di una regata femminile risalgono al 1493, quando, in onore di Beatrice d'Este, moglie di Ludovico il Moro, venne organizzata una disfida a remi tra una cinquantina di giovani pulzelle. Nei secoli successivi le regate femminili continuarono ad essere molto diffuse per poi andare in disuso alla fine del XVIII secolo. La regata delle donne è entrata nel 1977 definitivamente nel programma , suscitando vivo interesse e stimolando l'ambiente regatante femminile che da questa competizione ha tratto nuova linfa e sviluppo.

I giovani virgulti della voga alla veneta si danno battaglia in questa regata che incorona i ragazzi (dai 14 ai 18 anni) più forti dell'estuario e offre delle positive indicazioni su quelli che possono diventare in futuro i campioni del remo e quindi sfidarsi nelle regate più prestigiose.

Le Barche della Regata Storica di Venezia

La Gondola è l'imbarcazione veneziana per antonomasia. È usata esclusivamente per il trasporto di persone e per le regate. Malgrado gli sforzi degli studiosi, l'etimo è ancora ignoto. Il colore nero fu imposto da un'ordinanza del Magistrato alle Pompe per limitare lo sfarzo eccessivo con cui i nobili e i ricchi addobbavano le proprie imbarcazioni. Molto severe le regole di costruzione: la metà destra deve essere più stretta della sinistra di 24 mm (asimmetria chiamata lai), la lunghezza deve essere di m. 10,75 e la larghezza interna di m. 1,38. Per fare una gondola si adoperano otto diversi tipi di legno e sono ben 280 le parti che la compongono. I soli elementi in metallo sono il caratteristico ferro di prora e il risso di poppa. Il ferro caratterizza la prua della gondola e garantisce alla barca la stabilità longitudinale controbilanciando il peso del gondoliere. La tradizione popolare vuole che i "pettini" anteriori rappresentino i sei sestieri in cui è divisa la città e quello posteriore l'isola della Giudecca. La doppia curvatura a "S" dovrebbe simulare l'andamento del Canal Grande e la lunetta, posta sotto uno stilizzato corno ducale, il ponte di Rialto.

Il Gondolino è nato ed usato esclusivamente per la Regata Storica, il gondolino fece la sua prima apparizione in gara nel 1825, con l'intento di rendere la regata più competitiva e più appassionante. Imbarcazione più leggera e veloce della gondola, dalla quale trae la sua forma, misura attualmente m. 10,50 fuori tutto, m. 1,10 di larghezza e m. 0,65 di larghezza del fondo.

La Caorlina è una barca da lavoro, conserva le forme originali. La si vede riprodotta uguale nelle stampe del XVI secolo. Adibita alla pesca (caorline da seragia) e soprattutto al trasporto delle primizie ortofrutticole dalle isole al mercato cittadino. La caratteristica principale è la forma della poppa e della prua che sono uguali. Il nome fa presumere l'origine dalla vicina cittadina di Caorle.

La Mascareta è un tipo di sandalo leggero usato per la pesca, per le regate e per il diporto lagunare. La sua lunghezza (6-8 m.) varia in rapporto del numero di vogatori (1-4 remi). Sembra che il nome derivi dall'uso frequente che ne facevano le prostitute mascherate.

Il Pupparin è una imbarcazione veloce usata un tempo per la vigilanza marittima o come barca da casada. Molto sviluppata nella poppa da cui prende il nome. Vogata a un remo fino a un massimo di 4, la sua lunghezza varia da 9 ad oltre 10 metri. Il profilo sottile ed affilato dello scafo e lo slancio audace della prua fanno del pupparin una barca elegante e raffinata.

La Forcola è lo scalmo su cui viene appoggiato il remo. La sua caratteristica forma, figlia di una secolare sperimentazione, la rende più simile ad una scultura che ad un utensile. Niente è lasciato al caso: ogni curva, ogni forma, ogni spigolo hanno una loro precisa funzione. Ad esempio il gondoliere utilizza nella sua forcola almeno otto punti d'appoggio. Ogni imbarcazione utilizza specifiche forcole da prua e da poppa, di misure e dimensioni diverse.

Il Remo ha la pala piatta e non è fissato alla forcola, poiché deve potersi sfilare velocemente quando si voga nei canali cittadini. La sua lunghezza varia a seconda dell'imbarcazione. Nel caratteristico modo di vogare alla veneta il remo funge anche da timone e da deriva alla barca, che ha il fondo piatto.

Fonte: Comune di Venezia