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Venezia: il Centro Storico

Il cuore antico!

Oggi il Centro Storico lagunare di Venezia è diviso nei sei sestieri di San Marco, Castello, Cannaregio, San Polo, Santa Croce e Dorsoduro: si sviluppa su ben 118 isolette collegate da 354 ponti e divise da 177 tra rii e canali.

Sestiere di San Marco

San Marco è il cuore di Venezia sin dalla fondazione della Serenissima. Il 12 dicembre 2007 il sestiere contava 4.236 abitanti. Il sestiere di San Marco è delimitato a nord dal Canal Grande; a sud, dove la Piazza guarda alla Laguna Veneta, dal bacino di San Marco; a ovest dal Rio del Palazzo; a est dal Rio de San Zulian. Il sestiere confina a nord col sestiere di Cannaregio e ad est col sestiere di Castello mentre si collega al sestiere di San Polo tramite il Ponte di Rialto e a quello di Dorsoduro tramite il Ponte dell'Accademia. Il sestiere di San Marco comprende anche l'isola di San Giorgio Maggiore.

Il sestiere di San Marco, originariamente chiamato Rivoalto da cui anche il nome Rialto, è il nucleo originario della città. Nei suoi primi secoli di vita infatti la città di Venezia era denominata Civitas Rivoalti proprio in riferimento alle isole su cui venne fondata.

Il cuore del sestiere è costituito dalla Piazza San Marco, che per quasi un millennio fu il centro politico e giudiziario della Repubblica di Venezia. La Piazza sorse e si sviluppò sull'area occupata dagli antichi orti (Brolo) curati dalle suore del vicino convento di San Zaccaria, attorno alle due chiese originariamente presenti in questa area, la chiesa di San Teodoro (primo patrono di Venezia), poi demolita per far posto alla Basilica di San Marco e la prima chiesa di San Geminiano, originariamente posta all'incirca a metà lunghezza della piazza attuale, di fronte alla Basilica. Con l'allargamento della Piazza, la Chiesa di San Geminiano venne poi riedificata all'altezza dell'attuale Ala Napoleonica, ora parte del Museo Correr, per costruire la quale la chiesa venne demolita nel 1807 su ordine di Napoleone.

Nell'anno 828 i pescatori Buono da Malamocco e Rustego da Torcello trafugarono da Alessandria d'Egitto la salma di San Marco Evangelista e la portarono a Venezia dove è tuttora conservata nella Basilica a lui dedicata. Da allora il santo divenne il patrono della città e diede il nome alla Piazza. Le statue sulle Colonne di San Marco e San Teodoro ricordano entrambi i Santi protettori della città.

Il fulcro vitale del sestiere è senz'altro Piazza San Marco, su cui si affacciano il Palazzo Ducale, sede del potere politico veneziano sin dal IX secolo, sua prima edificazione e la Basilica di San Marco, cappella privata del Doge fino al 1807: al popolo infatti non era concesso entrare nella Basilica se non in feste o occasioni eccezionali. Fino a tale data la sede Patriarcale di Venezia era San Pietro di Castello, all'estremo orientale della città. È l'unico spazio cittadino a cui si riserva l'appellativo di Piazza, poiché nel resto della città vi sono solo campi, campielli, corti.

Le Procuratie poste di fronte alla Basilica e al Palazzo Ducale erano sede del potere giuridico della Serenissima. La Torre dell'Orologio, da poco restaurata, è un monumento molto importante per i Veneziani. Dietro il Palazzo Ducale dal ponte della Paglia è possibile ammirare il noto ponte dei Sospiri oltre al quale inizia il sestiere di Castello. Altri luoghi di interesse sono il Teatro La Fenice, la chiesa di San Moisè che sorge alla fine della Calle Larga XXII Marzo e Palazzo Grassi, da non molto riconvertito in prestigiosa sede espositiva. Al sestiere appartiene anche l'isola di San Giorgio Maggiore, dove sorgono l'omonima basilica e la fondazione Cini.

Sestiere di Castello

Castello è il più orientale dei sestieri di Venezia ed è il più esteso e il più popolato della città. Paragonando Venezia ad un pesce, come nel libro di Tiziano Scarpa, Castello può rappresentarne la "coda", essendo posto all'estremità est della città e vista la sua forma stretta prima quindi allargata e biforcuta infine. Esso è dunque una penisola e confina a nord-ovest con il sestiere di Cannaregio nel tratto compreso fra le Fondamente Nove e Campo Santa Marina, e a sud-ovest con il sestiere di San Marco nel tratto compreso fra la Parrocchia di San Lio e Piazza San Marco. Uno dei ponti che uniscono Castello col sestiere di San Marco è il ponte della Paglia che mette in comunicazione il molo della Piazzetta San Marco con la Riva degli Schiavoni, scavalcando il Rio di Palazzo (adiacente al Palazzo Ducale). Il sestiere di Castello è collegato a quello di Cannaregio tramite il ponte dei Santi Giovanni e Paolo che, di fronte all'omonima basilica, scavalca il Rio dei Mendicanti a pochi passi dal momumento a Bartolomeo Colleoni del Verrocchio. Castello è anche l'unico dei sestieri veneziani a non affacciarsi sul Canal Grande.

Il nome del sestiere deriva da una fortificazione presente nel primo medioevo sull'Isola di Olivolo, oggi isola di San Pietro di Castello. Qui si trova la Basilica di San Pietro di Castello sede vescovile fino al 1807, anno in cui Napoleone la trasferì nella Basilica di San Marco, fino allora cappella del Doge ed usata solo per eventi speciali. All'inizio della sua storia era diviso nelle due isole Gemine e l'Isola di Olivolo, unite in seguito a costituire il sestiere attuale.

Di grandissima importanza per la storia della città la Chiesa di San Zaccaria di Venezia, luogo di attentati a vari dogi prima dell'anno mille, posta alle spalle di Piazza San Marco. A nord la stupenda Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, accoglie le tombe di numerosi dogi fra cui Nicolò Marcello, Pietro Mocenigo, e di Andrea Vendramin.

Rivestiva un'importanza letteralmente vitale per la Serenissima l'Arsenale di Venezia, ora di proprietà della Marina Militare, centro strategico della sua potenza, fabbrica vera e propria di navi che per secoli non ebbero uguali. Questo enorme complesso, di cui una parte fu progettata e realizzata dal Sansovino, occupa una porzione significativa del sestiere e all'incirca un sesto dell'intera superficie del nucleo cittadino insulare. Nel lato rivolto verso la parte sud della laguna si trova la famosa Riva degli Schiavoni, che prende il nome dai mercanti della Dalmazia, allora chiamata Schiavonia, che qui ormeggiavano le loro navi e svolgevano i loro commerci.

Nel corso del XX secolo durante il ventennio fascista vennero demoliti i cantieri navali che si affacciavano nel tratto compreso tra Via Garibaldi e i Giardini della Biennale per realizzare un prolungamento ideale della Riva degli Schiavoni, chiamato originariamente Riva dell'Impero. Oggi questo tratto si chiama Riva dei Sette Martiri, a ricordo di un tragico episodio di rappresaglia contro i partigiani da parte delle truppe di occupazione tedesca avvenuto proprio in questo punto durante la Seconda Guerra Mondiale. In questo sestiere si trovavano due Scuole: la Scuola di San Giorgio degli Schiavoni e la Scuola Grande di San Marco. Quest'ultima fu riadattata da Napoleone in Ospedale militare ed è tuttora la sede dell'Ospedale Civile cittadino dei Santi Giovanni e Paolo, così chiamato perché si appoggia alla basilica omonima.

Sestiere di Cannaregio

Cannaregio, il 12 dicembre 2007, contava 13.169 abitanti. Il sestiere di Cannaregio è il sestiere più esteso e più popolato della città dopo Castello. Cannaregio infatti occupa quasi per intero tutta la parte della città a nord del Canal Grande, estendendosi dalla stazione ferroviaria (numeri bassi), a nord del sestiere di Santa Croce a cui è collegato tramite il Ponte degli Scalzi e il Ponte della Costituzione, fino a Castello, con cui confina a est e a sud quasi per intero, con l'esclusione della parrocchia di San Canciano che confina con Campo San Bartolomeo, nel sestiere di San Marco.

La via acquea principale è il Canale di Cannaregio, che collega il Canal Grande con la laguna. È l'unico canale interno del centro storico, oltre al Canal Grande, ad essere attraversato dai vaporetti.

Il Canale di Cannaregio è attraversato da due ponti: il Ponte delle Guglie così denominato per le quattro guglie presenti sui quattro angoli; il Ponte dei Tre Archi (già Ponte di San Giobbe), l'unico ponte a tre arcate rimasto a Venezia. Le zone poste esternamente verso la laguna (Baia del Re, Chiovere, San Girolamo) fino agli anni settanta erano considerate malfamate a causa dell'alta percentuale di pregiudicati residenti. Una serie di interventi di riqualificazione, compresa l'edificazione di nuovi complessi residenziali su ex-aree industriali dismesse, hanno consentito il pieno recupero della zona.

Il nome si presume derivi dai vasti canneti presenti quando la zona era ancora disabitata. Tale ipotesi è confermata da un documento del 1410 che recita: "Cannaregio impercioché era chanedo et paludo con chanelle. Tra i primi toponimi documentati è Canacleclo. Un'altra ipotesi, meno credibile, la fa derivare da Canal Regio, riferito al canale di Cannaregio, in realtà errore riportato in alcune mappe ottocentesche sorto confondendo il toponimo del sestiere. Nel corso del XIX secolo fu in questo sestiere che si realizzò sotto dominazione asburgica il primo collegamento terrestre tra Venezia e la terraferma, con la costruzione della stazione di Santa Lucia come terminal del ponte ferroviario verso Mestre. Fu sempre in conseguenza di questo che nel 1858 venne eretto il terzo ponte sul Canal Grande, il Ponte degli Scalzi, proprio in corrispondenza della stazione ferroviaria.

Proprio in questo sestiere si trova il Ghetto di Venezia raggiungibile da un "sotopòrtego" posto ai piedi del Ponte delle Guglie e su cui sono ancora ben visibili i cardini in ferro delle porte che anticamente chiudevano il Ghetto durante la notte.

Meraviglioso il percorso stradale che porta dalla stazione di Santa Lucia a Rialto. Questo tragitto di circa 25 minuti comincia ai piedi del Ponte degli Scalzi (lato Canal Grande) e della chiesa di Santa Maria degli Scalzi e termina in Campo dei Santi Apostoli. Tradizionalmente è conosciuto con più nomi: la denominazione più nota è quella di Strada Nova, ma è anche noto con il nome di via Vittorio Emanuele II, o con i nomi dei singoli tronconi che lo compongono. In effetti la Strada Nova non è nata coerentemente: essa è un insieme di larghe vie collegate da ponti e ricavate nel corso del XIX secolo per creare un accesso pedonale rapido tra Rialto e la Stazione Ferroviaria, demolendo gli edifici che delimitavano altrimenti un lungo percorso tortuoso tra strette calli. Partendo dalla Stazione si entra subito nel rio terà Lista di Spagna, così chiamata perché ivi aveva sede l'Ambasciatore spagnolo presso la Repubblica Serenissima (negli edifici che attualmente ospitano il Grand Hotel Principe), lungo la quale hanno sede numerosi alberghi e attività. Al termine di esso si apre il Campo dei Santi Geremia e Lucia, con la relativa chiesa, in cui riposano le spoglie di Santa Lucia vergine e martire di Siracusa, lì spostata nel 1860, quando il Governo di allora decise di demolire la Chiesa che sorgeva ove ora c'è la stazione ferroviaria (non a caso chiamata Venezia Santa Lucia) per consentire la costruzione di questa. Proseguendo si passa per altri rio terà: quello di San Leonardo e quello della Maddalena, e tre salizade: di Santa Fosca, San Felice e Santa Sofia, prima di entrare nell'unico pezzo che non ha alcun nome se non quello di "Strada Nova", che precede l'immissione in Campo Santi Apostoli.

All'estremo nord di Cannaregio e di Venezia, fra il Ghetto di Venezia, la chiesa di Sant'Alvise e la chiesa della Madonna dell'Orto si trovano lunghe fondamente ricche di locali giovanili. Oltre alle succitate chiese, molto belle e importanti sono anche la chiesa di Santa Maria dei Miracoli, posta all'estremo sud del sestiere e primo esempio di chiesa rinascimentale a Venezia, la chiesa dei Santi Apostoli e la chiesa dei Gesuiti (Santa Maria Assunta).

Sestiere di San Polo

San Polo prende il nome da Campo San Polo, il più grande di Venezia dopo Piazza San Marco e dall'omonima chiesa. Il sestiere di San Polo confina a nord e ad ovest con quello di Santa Croce, avendo come linea di demarcazione il Rio di San Stae, il Rio Marin, e la seconda parte di Rio della Frescada, fino a tutta la parrocchia di San Pantalon. Il sestiere di San Polo confina a sud anche con Dorsoduro, mentre per il restante perimetro è circondato dal Canal Grande. La zona storicamente più importante è Rialto, una volta tutt'uno con l'attuale sestiere di San Marco a cui si collega tramite il Ponte di Rialto.

La zona coperta dagli attuali sestieri di San Polo e Santa Croce all'inizio della storia di Venezia costituiva un'unica grande area chiamata Luprio. In questa area la Serenissima aveva le sue saline. L'attuale sestiere prende il nome dalla sua chiesa più importante, la chiesa di San Paolo Apostolo, San Polo per i veneziani.

Senz'altro di maggiore rilievo storico in quest'area la zona di Rialto, con il suo Ponte, il tipico mercato di pesce e verdura e la Chiesa di San Giacomo di Rialto, tradizionalmente considerata la più antica di Venezia. La prima costruzione di questa chiesa infatti pare risalga addirittura al VI secolo, prima ancora cioè che si costituisse il nucleo cittadino vero e proprio. Di grande rilievo architettonico e di alta importanza artistica sono anche la Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari e la Chiesa di San Rocco

Sono presenti anche due Scuole Grandi, la Scuola Grande di San Rocco, tutt'ora aperta, e la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, con la chiesa annessa, aperte entrambe di rado.

Sestiere di Santa Croce

Santa Croce confina a sud e ad est con il sestiere di San Polo, avendo come limiti il Rio di San Stae, il Rio Marin e la prima parte di Rio della Frescada, fino alla parrocchia di San Pantalon. Confina a sud anche con il sestiere di Dorsoduro a Corte Gallo e Corte Barbo, mentre per arrivare a Cannaregio si deve attraversare il Ponte degli Scalzi o il Ponte della Costituzione. Il resto del sestiere è circondato dal Canal Grande. Se si esclude l'area del Tronchetto, di origini recenti, il sestiere risulta essere il secondo meno esteso della città.

Il sestiere deve il suo nome alla Santa Croce di Gerusalemme, a cui era dedicata una chiesa demolita sotto Napoleone. Come parte di San Polo, questo sestiere apparteneva anticamente alla zona detta Luprio, dove avevano sede numerose saline.

È il sestiere che nel corso del XX secolo più degli altri ha subito l'impatto del collegamento terrestre tra Venezia e la terraferma, prima con la realizzazione della Stazione Marittima e poi con la creazione dell'area di Piazzale Roma, l'apertura del Rio Novo e la costruzione del parcheggio-isola artificiale del Tronchetto, tutte conseguenze dirette della costruzione del Ponte automobilistico della Libertà nel 1933, che hanno trasformato la parte nord del sestiere nel terminal automobilistico e dei bus nella città lagunare. Questo è l'unico sestiere della città lagunare in cui esiste una piccola zona dove poter circolare con degli automezzi, sia pure in modo molto limitato.

Forse, anche per la limitate estensione, è la zona meno ricca d'arte della città e si caratterizza per le viuzze strette intervallate da pochi campi. Tra le poche chiese, degne di nota sono San Giacomo dell'Orio, San Stae e il bellissimo tempio di San Nicola da Tolentino. Da ricordare anche le due consacrate a San Simeone: una è detta San Simeon Grando, l'altra San Simeon Piccolo. Questi aggettivi non hanno nulla a che fare con la dimensione, in effetti la chiesa con l'edificio più piccolo è la Chiesa di San Simeon Grando, o Profeta.

Gli edifici di maggior pregio si trovano invece lungo il Canal Grande: importantissima è Ca' Pesaro, oggi museo di arte contemporanea che conserva opere di noti autori, da Gustav Klimt a Vasilij Kandinskij e a Matisse. Il Fontego dei Turchi era il magazzino in cui i mercanti ottomani potevano scaricare la loro merce a Venezia. Ora è la sede del Museo di storia naturale, dove si possono ammirare anche due scheletri completi di dinosauro trovati durante una spedizione scientifica finanziata dall'imprenditore veneziano Giancarlo Ligabue.

Sestiere di Dorsoduro

Dorsoduro, il 12 dicembre 2007, contava 15.586 abitanti (di cui 4.763 alla Giudecca e 1.535 a Sacca Fisola). Il nome deriverebbe dal fatto che la zona era un tempo caratterizzata da un terreno stabile (dal dorso duro), meno paludoso che altrove.

Viene delimitato a nord dai sestieri di Santa Croce e San Polo, dal Rio Ca' Foscari e dal Rio Malcanton; a est dal Canal Grande; a sud comprende il canale della Giudecca e l'omonima isola. È collegato al sestiere di San Marco tramite il ponte dell'Accademia. La parte occidentale del sestiere è costituita dall'isola Mendigola, che fu tra le primissime zone della città ad essere colonizzata, alcuni secoli prima che Rialto divenisse il centro vitale di Venezia (810). Dove sorgeva quest'isola venne poi costruita l'importante chiesa di San Nicolò dei Mendicoli risalente all'XI secolo.

Le isole vicine vennero colonizzate in seguito, fino a raggiungere la Punta della Dogana, che prende il nome dal fatto che qui si ergeva la Dogana di Venezia. L'ultima area bonificata fu la zona che si estende fra la Dogana da Mar e il monastero (in pratica, dove oggi sorge la basilica di Santa Maria della Salute).

Al di là del Canal Grande si può notare Piazza San Marco ma l'unico modo per raggiungerla è attraversare il ponte dell'Accademia.

Dopo San Marco, Dorsoduro è il sestiere di Venezia dove più si concentrano musei importanti.

Il museo principale è la Galleria dell'Accademia, istituita dal pittore Giambattista Piazzetta nel 1750, e trasferita in questi edifici da Napoleone nel 1807. Di grande rilievo anche la Collezione Peggy Guggenheim di arte moderna e contemporanea, a Palazzo Venier dei Leoni un tempo anche residenza privata della mecenate americana. Qui sorgono anche Ca' Rezzonico, con il museo del Settecento veneziano, Ca' Dario, tristemente nota per la fine tragica dei suoi ultimi proprietari, e la Scuola Grande dei Carmini.

Le chiese più importanti sono la basilica di Santa Maria della Salute, la chiesa di Santa Maria del Rosario detta I Gesuati e la chiesa di San Nicolò dei Mendicoli. Meritano una visita anche lo squero di San Trovaso e campo Santa Margherita, luogo di ritrovo per veneziani e studenti.